Lettera della Fisg al ministero per lo sport

Andrea Gios
Il presidente Andrea Gios ha inviato il 16 ottobre 2020 una lettera al Ministro Per le Politiche Giovanili e lo Sport Vincenzo Spadafora,

in modo da illustrare le drammatiche ripercussioni delle misure contenute nell’ultimo decreto governativo sull’attività delle società.

Vincenzo Spadafora

In particolare si pone l’attenzione sul passaggio relativo alla capienza di pubblico negli impianti al coperto con riferimento al limite massimo di 200 spettatori e all’inviolabilità del tetto del 15% di capienza consentita.

La FISG chiede che queste limitazioni vengano immediatamente riviste in modo da rendere quantomeno attive le precedenti ordinanze regionali che, sottoscritte a seguito di una intensa collaborazione tra la Federghiaccio e le istituzioni locali, fissavano tetti più alti (dai 700 di Lombardia e Veneto fino ai 2000 del Palaonda di Bolzano).

Le situazioni di afflusso e di presenza degli spettatori negli stadi sono circostanze che già oggi controlliamo e  gestiamo senza problemi né rischi grazie anche alla preziosa collaborazione delle forze dell’ordine – spiega il Gios - . Abbiamo lavorato per settimane ad un protocollo che assicura, per ciascun impianto, la prenotazione e l’assegnazione preventiva del posto a sedere, gli adeguati volumi e ricambi d’aria, il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia frontalmente che lateralmente, l’obbligo di misurazione della temperatura all’accesso e l’utilizzo della mascherina a protezione delle vie respiratorie. La battaglia al Covid 19 non passa da queste situazioni su cui, lo ribadisco, abbiamo il pieno controllo“.

E’ convinzione della FISG che questa misura dell’ultimo DPCM metta a repentaglio la sopravvivenza delle società sportive che trainano il nostro movimento e che, attraverso le partite di massima serie, finanziano l’attività giovanile sul territorio.

Con l’inserimento delle suddette limitazioni, il budget a disposizione dei club si contrae per un importo certamente non inferiore al 40% delle spese programmate e degli impegni assunti con fornitori, atleti, tecnici e partner internazionali, portandoli a pericolosissime situazioni di default finanziario che rischiano di comportare l’annullamento di tutti gli impegni agonistici nazionali ed internazionali con ila minaccia di gravissime conseguenze per lo svolgimento dell’attività  sportiva giovanile e delicatissime ricadute sul tessuto socio/economico delle singole realtà territoriali e dell’intera nazione.

Solo facendosi carico delle perdite economiche arrecate alle società e garantendo l’ammanco dovuto alle limitazioni del decreto, il Governo potrà pensare di non disperdere per sempre l’inestimabile valore e contributo sociale di queste realtà.

 
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